ALTRO CHE DUE "SINISTRE": SE VA AVANTI COSI', ALLE POLITICHE SE NE PRESENTERANNO QUATTRO, CINQUE SE, ERRONEAMENTE, SI CALCOLA ANCHE IL PARTITO DEMOCRISTIANO ED I SUOI LACCHE'
Sembra incredibile, eppure c’è al mondo ancora qualcuno che, magari in buona fede, crede che il Partito Democristiano, insieme con i suoi lacché del Partito Socialista Italiano e della Federazione die Verdi, rappresenti la “sinistra moderata”.
Leggendo l’intervento di Aldo Carra, a pagina quindici dell’edizione del Manifesto di giovedì trenta novembre, dal titolo «Ritrovare la strada dell’unità. Se non ora quando?» si ha la netta sensazione che questo equivoco continui a persistere nella testa di molti.
Scrive, il Carra: «Quel sogno (un’unica lista di sinistra, n.d.r.), oggi, sembra svanire. Il Brancaccio è sospeso. Se ne riparla tra qualche mese. A sinistra potrebbero nascere due liste – una radicale ed una più radicale ancora – che naturalmente farebbero campagna elettorale l’una contro l’altra armata».
Vorrei chiedere all’illustre economista con che coraggio presenta il progetto Liberi e Uguali – formato dalla triade Articolo Uno-Movimento Democratico e Progressista, Sinistra Italiana, e Possibile, alla quale potrebbe aggiungersi la maggioranza del fallito progetto di Campo Progressista – come qualcosa di radicale.
E’ evidente che questa è l’area della sinistra moderata, quella che nasce dalle varie scissioni del Partito Democristiano: esse sono avvenute, con la parziale eccezione di Possibile, solo dopo che i protagonisti hanno votato schifezze immonde al fianco dei peggiori renzisti.
Non so cosa sarà in grado di mettere in campo l’area che fa capo al centro sociale napoletano “Je so’ pazzo”, che sta tentando – con un certo successo, vista l’adesione (datata giovedì sette dicembre) di oltre cento dirigenti di Sinistra Italiana in polemica con il verticismo che ha caratterizzato la lista grassiana – di mantenere in vita il progetto del Brancaccio, ma in ogni caso non ci sarà una sola lista di “sinistra” alle prossime elezioni.
Questo perché, per quanto la stampa borghese tenda volutamente a dimenticarsene, esistono formazioni politiche che, a differenza di Rifondazione e Sinistra Anticapitalista, mai confluirebbero in accrocchi confusi delle persone più disparate.
Alludo, naturalmente, ai partiti che ancora mantengono l’aggettivo comunista nella propria ragione sociale – Partito Comunista in Italia e Partito Comunista Italiano – ed alle cricche trotzkiste guidate da Marco Ferrando e da Francesco Ricci.
Allo stato delle cose, quindi, ci si aspetta che – sulla scheda che verrà consegnata agli elettori in occasione delle prossime elezioni politiche – siano presenti quattro diverse tipologie di “sinistra”, più una che sostiene soltanto di esserlo.
Bosio (Al), 11 dicembre 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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